25 aprile 2026: Festa della Liberazione

Sophie Eldridge

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Il 25 aprile 2026 l’Italia celebra l’81° anniversario della Liberazione dal nazifascismo. Una ricorrenza che unisce memoria storica, identità repubblicana e dibattito politico, con cortei, concerti, commemorazioni e il canto di Bella Ciao che risuona nelle piazze da Milano a Roma, da Firenze a Marzabotto. Ecco tutto quello che serve sapere per vivere consapevolmente questa giornata: storia, significato, eventi, polemiche e informazioni pratiche su cosa è aperto o chiuso.

Cos’è il 25 aprile

Il 25 aprile è la Festa della Liberazione, ricorrenza civile nazionale istituita per ricordare la fine dell’occupazione nazifascista in Italia durante la Seconda guerra mondiale. La data commemora il giorno del 1945 in cui il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI), guidato da Luigi Longo, Emilio Sereni, Leo Valiani e Sandro Pertini, proclamò via Radio Milano Libertà l’insurrezione generale in tutti i territori ancora occupati, ordinando ai partigiani di attaccare i presìdi nazifascisti e ai lavoratori di scendere in sciopero.

Con il decreto legislativo luogotenenziale del 22 aprile 1946, firmato dal principe Umberto II di Savoia su proposta del presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, il 25 aprile fu dichiarato festa nazionale. La legge n. 260 del 27 maggio 1949 lo confermò definitivamente come giorno festivo a tutti gli effetti, insieme al 2 giugno e al 1° maggio.

La storia della Resistenza e della Liberazione del 1945

Per comprendere il 25 aprile occorre tornare al 8 settembre 1943, quando venne reso pubblico l’armistizio di Cassibile firmato con gli Alleati. L’Italia si trovò spaccata in due: al Sud il Regno del Sud con re Vittorio Emanuele III e il governo Badoglio rifugiatisi a Brindisi; al Centro-Nord la Repubblica Sociale Italiana di Mussolini, sostenuta dalle truppe tedesche che avevano occupato il Paese.

In quei venti mesi di guerra civile, occupazione e deportazioni, nacque la Resistenza: brigate partigiane di diversa ispirazione politica — garibaldine (comuniste), Giustizia e Libertà (azioniste), brigate Matteotti (socialiste), fiamme verdi (cattoliche), autonomi — combatterono sulle montagne dell’Appennino, delle Alpi, nelle città e nelle fabbriche. Si stima che aderirono alla lotta armata circa 250.000-300.000 partigiani, di cui almeno 35.000 donne, le cosiddette staffette.

Nel 1944-45 si verificarono le stragi nazifasciste più efferate: Sant’Anna di Stazzema (560 vittime, 12 agosto 1944), Marzabotto-Monte Sole (770 civili uccisi, 29 settembre – 5 ottobre 1944), Fosse Ardeatine a Roma (335 vittime, 24 marzo 1944). Vennero deportati oltre 40.000 italiani nei lager tedeschi, tra cui 8.000 ebrei (di cui meno di 1.000 tornarono).

L’offensiva finale degli Alleati sulla Linea Gotica nell’aprile 1945 si combinò con l’insurrezione partigiana. Il 21 aprile fu liberata Bologna, il 25 aprile Milano, il 26 Genova, il 28 Torino. Benito Mussolini fu catturato il 27 aprile a Dongo, sul Lago di Como, mentre tentava di fuggire travestito da soldato tedesco, e fucilato il giorno seguente a Giulino di Mezzegra insieme alla compagna Claretta Petacci.

Perché il 25 aprile è festa nazionale

Il 25 aprile non celebra solo la fine della guerra, ma rappresenta l’atto fondativo della Repubblica italiana. La Resistenza è considerata la base morale e politica della Costituzione, entrata in vigore il 1° gennaio 1948. I padri costituenti — cattolici, comunisti, socialisti, liberali, azionisti — provenivano in gran parte da quella esperienza comune di lotta antifascista.

Per questo la festa è un simbolo dei valori democratici: libertà, uguaglianza, pluralismo politico, ripudio del totalitarismo e della guerra come strumento di offesa. L’articolo XII delle disposizioni transitorie e finali della Costituzione vieta la ricostituzione del disciolto partito fascista.

Come si celebra oggi il 25 aprile

La giornata si apre tradizionalmente con la cerimonia al Vittoriano a Roma, dove il Presidente della Repubblica depone una corona d’alloro sulla tomba del Milite Ignoto. Seguono le deposizioni di corone in tutti i capoluoghi, ai monumenti ai caduti e alle lapidi partigiane.

Nel pomeriggio si svolgono i cortei popolari organizzati da ANPI, sindacati, partiti di centrosinistra, associazioni democratiche e pacifiste. I cortei attraversano i centri storici con bandiere tricolori, bandiere rosse, striscioni delle sezioni ANPI e dei comuni, canti partigiani. In molte città la giornata si chiude con concerti gratuiti in piazza.

Eventi 25 aprile 2026: Milano, Roma, Firenze

Ecco le principali manifestazioni previste per il 25 aprile 2026 nelle tre città simbolo della Liberazione:

Milano

Milano è la città della Liberazione per eccellenza, quella dove nel 1945 fu proclamata l’insurrezione. Il corteo nazionale parte tradizionalmente da corso Venezia alle 14:30 e si conclude in piazza del Duomo, dove intervengono il sindaco, il presidente nazionale ANPI e ospiti politici e culturali. Si prevedono oltre 100.000 partecipanti. Al mattino cerimonie al Campo della Gloria del Cimitero Maggiore e al Loggiato dei Caduti in piazza Duomo.

Roma

A Roma il programma istituzionale inizia alle 9:00 al Vittoriano con il Presidente della Repubblica. Nel pomeriggio il corteo parte da Porta San Paolo, luogo simbolo della prima resistenza armata contro i tedeschi il 10 settembre 1943, e raggiunge il quartiere Garbatella o piazza Ostiense. Numerose anche le cerimonie alle Fosse Ardeatine, al Quadraro, al Museo della Liberazione di via Tasso.

Firenze

Firenze ricorda la propria liberazione — avvenuta l’11 agosto 1944 grazie all’insurrezione partigiana — con la cerimonia in piazza dell’Unità Italiana e il corteo che attraversa il centro fino a piazza Santa Croce. Tradizionali le commemorazioni al Cimitero Militare Americano di Falciani e nelle località della Linea Gotica.

Manifestazioni rilevanti si svolgono anche a Genova (Medaglia d’Oro della Resistenza), Torino, Bologna, Marzabotto, Sant’Anna di Stazzema, Trieste e in migliaia di comuni italiani.

Bella Ciao e i canti della Resistenza

Bella Ciao è diventata l’inno universale della Liberazione, cantata oggi in decine di lingue in tutto il mondo. L’origine del testo è controversa: alcune ipotesi la ricollegano ai canti delle mondine della pianura padana di inizio Novecento, altri studi recenti indicano una diffusione prevalentemente postbellica. È storicamente accertato che durante la guerra partigiana fosse cantata da alcune brigate, in particolare nella zona di Bologna e Modena, ma non era il canto più diffuso: Fischia il vento, sulla melodia russa di Katiuscia, era probabilmente più popolare.

Dal secondo dopoguerra Bella Ciao ha conosciuto una diffusione globale, soprattutto dagli anni Sessanta. Il successo della serie Netflix La Casa di Carta l’ha rilanciata presso le nuove generazioni. Altri canti fondamentali sono Fischia il vento, La Badoglieide, Siamo i ribelli della montagna, Oltre il ponte di Italo Calvino musicata da Sergio Liberovici, Pietà l’è morta.

Il ruolo dell’ANPI nel 2026

L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI), fondata nel 1944, è l’organizzazione di riferimento per la memoria della Resistenza. Conta oltre 130.000 iscritti e circa 1.500 sezioni locali. Dopo la scomparsa degli ultimi partigiani combattenti, l’associazione è aperta a “antifascisti” e si concentra su educazione civica, viaggi della memoria nei campi di sterminio, produzione editoriale e attività culturali nelle scuole.

Presidente nazionale è dal 2020 Gianfranco Pagliarulo. Nel 2026 l’ANPI sta promuovendo una campagna sugli 80 anni dalla proclamazione della Repubblica (2 giugno 2026) e sull’81° della Liberazione, con particolare attenzione al coinvolgimento dei giovani attraverso podcast, social media e progetti scolastici.

Polemiche 2026 e dibattito politico

Il 25 aprile è da decenni oggetto di dibattito politico. Il governo di centrodestra guidato da Giorgia Meloni, in carica dal 2022, ha ribadito in più occasioni la condanna del fascismo come regime autoritario, ma il rapporto con la festa resta oggetto di polemica: le opposizioni e l’ANPI chiedono una dichiarazione esplicita di antifascismo, mentre parte della maggioranza parla più genericamente di “libertà” e “festa di tutti gli italiani”.

Altri nodi ricorrenti del dibattito 2026 riguardano: la partecipazione delle brigate pro-Palestina ai cortei, tema divisivo dopo le tensioni degli ultimi anni; l’eventuale presenza di bandiere israeliane o di esponenti della Brigata Ebraica, storicamente parte della Resistenza ma contestata da alcuni gruppi; l’equiparazione tra antifascismo e anticomunismo proposta da alcuni esponenti politici; le polemiche sui libri scolastici e sulla narrazione storica della guerra civile. Sono attesi, come ogni anno, eventuali tentativi di commemorazioni parallele da parte di gruppi di estrema destra, in genere contenute dalle forze dell’ordine.

Differenza tra 25 aprile e 2 giugno

È importante distinguere le due principali feste civili italiane:

  • 25 aprile — Festa della Liberazione: celebra la fine dell’occupazione nazifascista nel 1945 e la vittoria della Resistenza.
  • 2 giugno — Festa della Repubblica: celebra il referendum istituzionale del 1946 con cui gli italiani scelsero la repubblica contro la monarchia (54,3% vs 45,7%).

Entrambe sono feste nazionali con chiusura di uffici pubblici e scuole, ma hanno significati diversi: il 25 aprile è la liberazione dal regime, il 2 giugno la nascita dello Stato repubblicano. A queste si aggiunge il 4 novembre, Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, non festivo dal 1977 ma ancora oggetto di celebrazioni.

Cosa è aperto e cosa è chiuso il 25 aprile

Essendo il 25 aprile 2026 un sabato, l’impatto sul calendario lavorativo è più contenuto rispetto ai giorni feriali. Ecco comunque la situazione:

Negozi e centri commerciali

La normativa varia per regione. In Lombardia, Lazio, Veneto, Emilia-Romagna e gran parte del Centro-Nord i centri commerciali e i grandi negozi possono aprire, spesso con orario ridotto. I piccoli esercizi di quartiere tendono a restare chiusi o aperti mezza giornata. Supermercati di catena (Esselunga, Coop, Conad, Lidl, Carrefour): generalmente aperti almeno al mattino, verificare sempre sul sito.

Banche e uffici postali

Banche e Poste italiane chiuse per tutta la giornata. Gli sportelli ATM e le operazioni online restano naturalmente attive. Uffici pubblici, tribunali, scuole e università chiusi.

Trasporti pubblici

Treni regionali, Frecce, Italo e Trenord circolano regolarmente ma spesso con orario festivo. Metropolitane e autobus urbani (ATM Milano, ATAC Roma, ATAF Firenze) seguono in genere l’orario festivo. Aeroporti attivi con regolarità. Attenzione alle deviazioni dei mezzi nei centri storici per i cortei: ATM e ATAC pubblicano solitamente gli avvisi 2-3 giorni prima.

Musei e attrazioni

I musei statali sono aperti e in molti casi organizzano visite tematiche sulla Resistenza o ingresso gratuito. Musei civici e fondazioni seguono calendari propri: generalmente aperti. Ristoranti, bar, cinema: regolarmente aperti come in un sabato qualsiasi.

Domande frequenti sul 25 aprile

Perché si festeggia proprio il 25 aprile?

Perché il 25 aprile 1945 il CLNAI proclamò l’insurrezione generale e le principali città del Nord — Milano per prima — furono liberate dai partigiani prima dell’arrivo degli Alleati. La data fu scelta come simbolo della partecipazione popolare alla liberazione.

Il 25 aprile 2026 è festivo?

Sì, è festa nazionale a tutti gli effetti. Nel 2026 cade di sabato, quindi per molti lavoratori coincide con un normale giorno non lavorativo e non genera un ponte aggiuntivo.

Chi ha scritto Bella Ciao?

L’autore del testo è anonimo. La melodia ha radici popolari, probabilmente riconducibili a canti della tradizione mondina o yiddish dell’Europa orientale. Il testo partigiano si è affermato nel secondo dopoguerra come simbolo universale di libertà.

Chi può partecipare ai cortei del 25 aprile?

Chiunque. I cortei ANPI sono aperti a tutti i cittadini che condividono i valori antifascisti della Costituzione. Non serve iscrizione né tessera: basta presentarsi nel punto di partenza all’orario indicato.

Qual è la differenza tra partigiani e repubblichini?

I partigiani erano i combattenti della Resistenza contro l’occupazione nazifascista, aderenti al CLN. I repubblichini erano i militari e miliziani della Repubblica Sociale Italiana di Mussolini, alleati della Germania nazista. Furono dunque i due schieramenti della guerra civile italiana del 1943-1945.

Perché alcuni non festeggiano il 25 aprile?

Le critiche provengono storicamente da ambienti di estrema destra e da alcuni reduci della RSI, che parlano di “guerra civile” e non riconoscono la Resistenza come fondamento della Repubblica. Parte del centrodestra moderato partecipa invece alle cerimonie istituzionali pur con letture storiografiche diverse.

Ci sono eventi 25 aprile 2026 per bambini e famiglie?

Sì. Molti comuni organizzano letture animate, laboratori nei musei della Resistenza, spettacoli teatrali e concerti per ragazzi. Segnaliamo il Museo della Resistenza di Milano, il Museo della Liberazione di via Tasso a Roma, il Museo di Marzabotto e le iniziative di Istoreto a Torino. Programmi completi sui siti dei comuni e delle sezioni ANPI locali.