Hantavirus: cos’è, sintomi, come si trasmette e il caso MV Hondius 2026

Sophie Eldridge

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L’hantavirus è un virus trasmesso dai roditori che può causare due gravi sindromi nell’essere umano: la febbre emorragica con sindrome renale (HFRS) e la sindrome polmonare da hantavirus (HPS). Nel maggio 2026, il nome hantavirus è tornato prepotentemente sulle prime pagine italiane e internazionali a causa di un focolaio scoppiato a bordo della nave da spedizione MV Hondius di Oceanwide Expeditions, con tre decessi accertati e diversi casi sospetti.

Cos’è l’hantavirus: definizione e storia

L’hantavirus appartiene alla famiglia Hantaviridae e comprende numerosi ceppi, ognuno associato a una specie di roditore ospite specifica. Il nome deriva dal fiume Hantan in Corea del Sud, dove il virus fu identificato per la prima volta nel 1978 durante la guerra di Corea, quando soldati americani svilupparono una misteriosa malattia renale emorragica.

I principali ceppi conosciuti includono:

  • Sin Nombre virus (SNV): il più pericoloso, presente in Nord America, associato al topo cervo (Peromyscus maniculatus)
  • Andes virus: presente in Sud America, unico ceppo noto per la trasmissione interumana
  • Puumala virus: presente in Europa, causa la nefropatia epidemica, forma più lieve di HFRS
  • Hantaan virus: presente in Asia orientale, causa la forma più grave di HFRS
  • Dobrava-Belgrade virus: presente in Europa orientale e mediterranea

Come si trasmette l’hantavirus

La trasmissione avviene principalmente attraverso il contatto diretto o indiretto con roditori infetti o con le loro secrezioni:

  • Inalazione di aerosol: la via più comune. Si verifica respirando polveri contaminate da urina, feci o saliva di roditori infetti, particolarmente pericolosa in ambienti chiusi come granai, capanne abbandonate o cantine.
  • Contatto diretto: toccare roditori infetti vivi o morti, o superfici contaminate dalle loro secrezioni, seguito dal contatto con naso, occhi o bocca.
  • Morso di roditore infetto: meno frequente ma possibile.
  • Trasmissione interumana: documentata solo per il ceppo Andes in Sud America. Per tutti gli altri ceppi, la trasmissione da persona a persona non è stata dimostrata.

Il periodo di incubazione varia generalmente da 1 a 8 settimane dopo l’esposizione, con una media di 2-4 settimane.

Sintomi dell’hantavirus: le due sindromi principali

Sindrome Polmonare da Hantavirus (HPS)

È la forma prevalente in America. La malattia si sviluppa in due fasi distinte:

Fase prodromica (3-5 giorni):

  • Febbre alta (38-40°C)
  • Brividi e sudorazione profusa
  • Dolori muscolari intensi (mialgie), specialmente alle cosce, fianchi e schiena
  • Mal di testa
  • Nausea, vomito, diarrea e dolori addominali
  • Affaticamento estremo

Fase cardio-polmonare (4-10 giorni dopo):

  • Tosse secca
  • Difficoltà respiratoria progressiva (edema polmonare)
  • Ipotensione (pressione arteriosa bassa)
  • Shock cardiogeno nel 40% dei casi

Il tasso di mortalità dell’HPS è del 35-40% e richiede ricovero immediato in terapia intensiva.

Febbre Emorragica con Sindrome Renale (HFRS)

È la forma prevalente in Europa e Asia. La progressione è più graduale:

  • Fase febbrile (3-7 giorni): febbre improvvisa, mal di testa, dolori muscolari, arrossamento del viso e degli occhi
  • Fase ipotensiva (alcune ore a 2 giorni): calo brusco della pressione, possibile shock
  • Fase oligourica (3-7 giorni): riduzione della diuresi, insufficienza renale acuta
  • Fase diuretica: ripresa della produzione urinaria, spesso eccessiva
  • Fase di convalescenza: settimane o mesi

Il tasso di mortalità varia dal 5-15% per i ceppi più aggressivi (Hantaan, Dobrava) allo 0,1% per il ceppo Puumala europeo.

Il focolaio del maggio 2026: la nave MV Hondius

Il 2 maggio 2026, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha emesso un allerta urgente su un cluster di casi gravi di patologia respiratoria a bordo della nave da spedizione MV Hondius di Oceanwide Expeditions, partita da Ushuaia, Argentina, il 1° aprile 2026.

Gli aggiornamenti successivi hanno confermato:

  • 3 decessi tra i passeggeri
  • 1 paziente ricoverato in terapia intensiva in un ospedale sudafricano
  • Diversi casi sospetti sottoposti a monitoraggio
  • La nave ha fatto scalo a Capo Verde il 6 maggio e si è diretta verso Tenerife (Isole Canarie)

Le analisi di laboratorio hanno confermato la presenza di hantavirus. L’episodio ha suscitato grande preoccupazione internazionale anche perché molti passeggeri avevano precedentemente effettuato escursioni in zone remote dell’Antartide, dove il contatto con roditori selvatici è possibile.

La situazione in Italia nel 2026

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e il Ministero della Salute italiano, il rischio per la popolazione generale in Italia è molto basso. In Italia il ceppo prevalente è il Puumala virus, associato all’arvicola rossastra (Myodes glareolus), che provoca la nefropatia epidemica con sintomi generalmente moderati.

Non sono stati segnalati casi umani sul territorio italiano nel 2026 in relazione al cluster della MV Hondius.

Diagnosi e trattamento

La diagnosi si effettua attraverso:

  • Test sierologici: ricerca di anticorpi IgM e IgG specifici con tecnica ELISA o immunofluorescenza
  • RT-PCR: rilevazione dell’RNA virale nelle fasi precoci della malattia
  • Test di neutralizzazione della placca: per identificare il ceppo specifico

Non esiste un antivirale specifico approvato per l’hantavirus. La terapia è esclusivamente di supporto:

  • Ossigenoterapia e ventilazione meccanica per l’HPS
  • Emodialisi per l’HFRS con insufficienza renale grave
  • Terapia intensiva per la stabilizzazione emodinamica

Come prevenire l’infezione da hantavirus

La prevenzione si basa sull’evitare il contatto con roditori e le loro secrezioni:

  • Sigillare buchi e fessure nelle strutture per impedire l’ingresso dei roditori
  • Conservare gli alimenti in contenitori ermetici e smaltire i rifiuti correttamente
  • Prima di entrare in ambienti potenzialmente infestati: indossare guanti di gomma, occhiali protettivi e mascherina FFP2/FFP3
  • Arieggiare i locali per almeno 30 minuti prima di entrare
  • Non spazzare a secco: inumidire le superfici con soluzione di candeggina diluita prima di pulire
  • In escursioni e campeggio: non dormire direttamente sul terreno nelle aree a rischio

Hantavirus in Europa: dati epidemiologici

In Europa l’hantavirus è endemico in diverse aree. I paesi con il maggior numero di casi segnalati all’ECDC sono:

  • Finlandia: il paese europeo con il più alto numero di casi (1.000-3.000 l’anno nei picchi epidemici)
  • Svezia: specialmente nelle aree forestali della Svezia centrale e settentrionale
  • Germania: focolai periodici, specialmente negli anni di abbondanza di faggiole
  • Russia: decine di migliaia di casi l’anno nei settori europei

In Italia i casi sono rari e perlopiù legati al ceppo Puumala nelle aree alpine e prealpine.

Domande frequenti sull’hantavirus

L’hantavirus si trasmette da persona a persona?

Quasi mai. La trasmissione interumana è documentata esclusivamente per il ceppo Andes virus in Sud America. Per tutti gli altri ceppi la trasmissione da persona a persona non è stata dimostrata.

C’è un vaccino contro l’hantavirus?

In Corea del Sud e Cina esistono vaccini approvati a uso locale (Hantavax, Hanvax) ma non sono disponibili in Europa. La ricerca su vaccini a mRNA è in corso.

Quanto è letale l’hantavirus?

Dipende dal ceppo. L’HPS causata dal ceppo Sin Nombre ha una mortalità del 35-40%. Il ceppo Puumala europeo ha una mortalità inferiore allo 0,1%. Il ceppo Hantaan asiatico arriva al 5-15%.

L’hantavirus è presente in Italia?

Sì, il ceppo Puumala è presente nelle aree alpine e prealpine, ma i casi umani sono molto rari. Nel 2026 non sono stati segnalati casi sul territorio nazionale.

Come si disinfezione un ambiente contaminato da roditori?

Spruzzare abbondante soluzione di candeggina (1 parte per 10 di acqua) su tutte le superfici contaminate. Lasciare agire 5-10 minuti, poi pulire con carta da cucina usa-e-getta, indossando guanti, mascherina FFP2 e occhiali protettivi. Non spazzare mai a secco.

Il caso MV Hondius potrebbe diffondersi in Italia?

Secondo le autorità sanitarie italiane e l’OMS, il rischio di diffusione in Italia è molto basso. Il virus non si trasmette facilmente da persona a persona e le persone rientrate dalla nave vengono monitorate dalle autorità sanitarie dei rispettivi paesi.