L’ebola torna a fare paura: il 17 maggio 2026 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato l’emergenza internazionale di salute pubblica (PHEIC) per un focolaio causato dal virus di Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda, con almeno 80 morti sospetti e oltre 246 casi accertati o sospetti nella sola provincia di Ituri. Si tratta probabilmente del più grande focolaio di Bundibugyo mai documentato, rendendo ancora più urgente capire cos’è l’ebola, come si trasmette, quali sono i sintomi e come ci si protegge.
Cos’è il virus Ebola: storia e origine
Il virus Ebola prende il nome dal fiume Ebola, nel nord-ovest della Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire), dove fu isolato per la prima volta nel 1976 durante due focolai simultanei: uno nella città di Yambuku (Congo) e uno a Nzara (Sudan). Da allora sono stati documentati decine di focolai, soprattutto nell’Africa subsahariana.
Dal punto di vista tassonomico, il virus Ebola appartiene alla famiglia Filoviridae, insieme al virus di Marburg. Esistono sei specie di virus Ebola ufficialmente riconosciute:
- Zaire ebolavirus (EBOV): la specie più letale, responsabile della devastante epidemia in Africa occidentale del 2014-2016 (più di 11.000 morti)
- Sudan ebolavirus (SUDV): scoperto contemporaneamente alla specie Zaire nel 1976
- Bundibugyo ebolavirus (BDBV): identificato nel 2007 in Uganda, responsabile del focolaio 2026
- Taï Forest ebolavirus (TAFV): identificato nella Costa d’Avorio nel 1994, con un solo caso umano noto
- Reston ebolavirus (RESTV): presente nelle Filippine, pericoloso per i primati non umani ma non per l’uomo
- Bombali ebolavirus (BOMV): scoperto nel 2018 nelle pipistrelle in Sierra Leone
Il serbatoio naturale del virus non è ancora completamente identificato, ma si ritiene che le pipistrelle della frutta (famiglia Pteropodidae) siano l’ospite naturale, capaci di infettarsi senza manifestare la malattia.
Come si trasmette l’ebola: le vie di contagio
L’ebola non si trasmette per via aerea, un fatto cruciale spesso frainteso. Non è possibile contrarre il virus semplicemente respirando la stessa aria di una persona infetta. Le vie di trasmissione documentate sono:
- Contatto diretto con sangue, fluidi corporei (sudore, saliva, liquido seminale, vomito, feci, urina) o organi di persone infette o decedute
- Contatto con animali infetti: maneggiare o consumare carne di selvaggina proveniente da animali infetti, come scimpanzé, gorilla, pipistrelli
- Materiale contaminato: siringhe, aghi, indumenti venuti in contatto con sangue o fluidi di un paziente
- Trasmissione sessuale: il virus può persistere nel liquido seminale anche dopo la guarigione clinica, fino a 12-18 mesi
Una persona non è contagiosa durante il periodo di incubazione, che va da 2 a 21 giorni (mediamente 8-10 giorni).
Sintomi dell’ebola: dall’esordio alla fase critica
La malattia da virus Ebola si manifesta in modo improvviso con una fase iniziale spesso confondibile con la malaria:
Fase iniziale (giorni 1-5)
- Febbre alta e improvvisa (spesso superiore a 38,5 C)
- Stanchezza intensa e affaticamento
- Dolori muscolari e articolari
- Mal di testa severo
- Mal di gola
Fase intermedia (giorni 5-7)
- Vomito e diarrea profusa
- Rash cutaneo (eruzione della pelle)
- Dolori addominali intensi
- Occhi rossi (congiuntivite)
Fase grave (oltre il 7° giorno)
- Emorragie interne ed esterne: sanguinamento dalle gengive, dagli occhi, dal naso
- Insufficienza multiorgano (reni, fegato)
- Shock ipovolemico
- Confusione, delirio, coma
Il tasso di mortalità varia a seconda della specie virale: per Zaire può raggiungere il 90% senza cure, mentre per Bundibugyo si stima tra il 30% e il 40%.
La diagnosi di ebola
Diagnosticare l’ebola sul campo è complesso perché i sintomi iniziali sono aspecifici. Gli esami diagnostici utilizzati includono:
- RT-PCR: il metodo più affidabile, capace di rilevare il materiale genetico virale già nei primissimi giorni
- Test di rilevamento degli anticorpi (ELISA): utile nelle fasi successive dell’infezione
- Test rapidi antigenici: utilizzati sul campo nei contesti a risorse limitate
Come si cura l’ebola: trattamenti disponibili nel 2026
Per la specie Zaire ebolavirus, l’FDA ha approvato due anticorpi monoclonali:
- Inmazeb (atoltivimab, maftivimab, odesivimab-ebgn): approvato nel 2020
- Ebanga (ansuvimab-zykl): approvato nel 2020
Questi farmaci non sono efficaci contro il virus Bundibugyo, responsabile del focolaio del 2026. Per questa specie il trattamento si basa esclusivamente sulle cure di supporto:
- Reidratazione intensa (orale o endovenosa)
- Bilanciamento degli elettroliti
- Supporto respiratorio e pressorio
- Prevenzione di infezioni secondarie
I vaccini contro l’ebola
Per l’ebola Zaire esistono due vaccini approvati:
- Ervebo (rVSV-ZEBOV): approvato da EMA e FDA nel 2019, protezione dopo una singola dose
- Zabdeno + Mvabea: vaccino in due dosi (prime-boost) sviluppato da Janssen, approvato dall’EMA nel 2020
Purtroppo, non esistono vaccini approvati specifici per l’ebola Bundibugyo. La ricerca è in corso, ma la risposta al focolaio del 2026 si basa principalmente sul tracciamento dei contatti, l’isolamento dei casi e le misure di controllo dell’infezione negli ospedali.
Il focolaio di ebola nel 2026: cosa sta succedendo
Il 17 maggio 2026, il Direttore Generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus ha dichiarato l’emergenza internazionale di salute pubblica (PHEIC) per il focolaio di ebola Bundibugyo nella provincia di Ituri, nel nordest della Repubblica Democratica del Congo. I numeri aggiornati:
- 246 casi sospetti nella sola provincia di Ituri
- 8 casi confermati in laboratorio
- 80 decessi sospetti
- 2 casi confermati a Kampala (Uganda), tra cui un decesso, in persone provenienti dalla RDC
La preoccupazione dell’OMS riguarda soprattutto la diffusione transfrontaliera in Uganda e la possibilità che il virus raggiunga centri urbani densamente popolati. Il governo congolese e l’OMS stanno mobilitando squadre di risposta rapida con protocolli di quarantena nelle aree colpite.
Il rischio per l’Europa e l’Italia
Il rischio di diffusione dell’ebola in Europa è considerato molto basso per diversi motivi:
- La trasmissione richiede contatto diretto con fluidi corporei di persone sintomatiche
- I sistemi di sorveglianza negli aeroporti internazionali sono attivi
- I paesi europei dispongono di strutture di isolamento ad alto biocontenimento
- Il periodo di incubazione (massimo 21 giorni) consente il tracciamento dei viaggiatori a rischio
In Italia, il Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (CCM) e l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive (INMI) Lazzaro Spallanzani di Roma hanno protocolli attivi per la gestione dei casi sospetti. Lo Spallanzani è designato come centro di riferimento nazionale per le malattie infettive ad alto rischio.
Come proteggersi dall’ebola: consigli pratici per i viaggiatori
Per chi viaggia in Africa centrale e orientale, le principali misure preventive raccomandate dall’OMS e dal CDC includono:
- Evitare le zone di focolaio attivo: consultare gli avvisi di viaggio del Ministero degli Esteri italiano
- Non toccare cadaveri o persone malate nei paesi colpiti
- Evitare il contatto con pipistrelli e primati e con la loro carne cruda
- Lavarsi frequentemente le mani con acqua e sapone o disinfettanti alcolici
- Utilizzare dispositivi di protezione individuale se si lavora in ambito sanitario nelle aree colpite
- Segnalare eventuali sintomi febbrili alle autorità sanitarie entro 21 giorni dal rientro da zone a rischio
La storia dei principali focolai di ebola
- 1976: primi due focolai in Congo (318 casi, 280 morti) e in Sudan (284 casi, 151 morti)
- 1995: focolaio a Kikwit, Congo, con 315 casi e 254 morti
- 2007: primo focolaio Bundibugyo in Uganda, 131 casi
- 2012: secondo focolaio Bundibugyo in Congo, 38 casi
- 2014-2016: la più grande epidemia nella storia dell’ebola: oltre 28.000 casi e 11.000 morti in Africa occidentale
- 2018-2020: secondo focolaio più grande in Congo (Kivu Nord), oltre 3.400 casi
- 2026: focolaio Bundibugyo in Ituri, Congo e Uganda, emergenza PHEIC dell’OMS
Domande frequenti sull’ebola
L’ebola si può contrarre in aereo?
No. L’ebola non si trasmette per via aerea. Il rischio in aereo esiste solo in caso di contatto diretto con i fluidi corporei di un passeggero sintomatico, scenario estremamente improbabile dato che i malati gravi di solito non riescono a viaggiare.
Quali sono le differenze tra l’ebola Zaire e l’ebola Bundibugyo?
L’ebola Zaire è storicamente la specie più letale, con tassi di mortalità fino al 90% senza cure. Il Bundibugyo ha un tasso stimato tra il 30% e il 40%. Per il Bundibugyo non esistono attualmente né vaccini né antivirali specifici approvati.
Il virus Ebola può diventare una pandemia globale?
Gli esperti ritengono improbabile una pandemia globale da ebola: la trasmissione richiede contatto diretto con fluidi corporei di persone sintomatiche (non tramite aria), e i moderni sistemi di tracciamento e isolamento sono efficaci.
Quanto dura il periodo di incubazione dell’ebola?
Il periodo di incubazione varia da 2 a 21 giorni, con una media di 8-10 giorni. Durante questo periodo la persona infettata non è contagiosa.
Esistono sopravvissuti all’ebola?
Sì. Anche nelle epidemie più gravi una parte dei contagiati sopravvive. I sopravvissuti sviluppano anticorpi e generalmente non ritrasmettono il virus, eccetto tramite il liquido seminale, che può restare infetto per mesi o anni dopo la guarigione.
Come si distingue l’ebola dalla malaria?
Nelle fasi iniziali la distinzione è molto difficile anche per i medici: entrambe presentano febbre alta, dolori muscolari e malessere generale. Le caratteristiche più specifiche dell’ebola che emergono successivamente includono le emorragie, la diarrea profusa e la progressione rapida verso l’insufficienza multiorgano. La diagnosi differenziale richiede test di laboratorio specifici.
L’OMS ha dichiarato l’emergenza internazionale per ebola nel 2026?
Sì. Il 17 maggio 2026, l’OMS ha dichiarato l’ebola Bundibugyo nell’Ituri (Congo) e in Uganda un’emergenza sanitaria internazionale (PHEIC), il massimo livello di allerta del sistema di salute pubblica globale.








