Record mondiali salto in alto: Sotomayor e Mahuchikh

Lila Hawthorne

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Il salto in alto è una delle discipline più affascinanti dell’atletica leggera: unisce potenza esplosiva, coordinazione e tecnica in un gesto atletico che dura frazioni di secondo ma richiede anni di perfezionamento. Tra tutte le misure raggiunte nel corso della storia, due numeri svettano su tutti: 2,45 metri, il record mondiale maschile firmato da Javier Sotomayor nel 1993, e 2,10 metri, il primato femminile stabilito da Yaroslava Mahuchikh nel 2024. Scopriamo come si è arrivati a questi risultati straordinari e cosa li rende così speciali.

Le origini del salto in alto come sport moderno

Il salto in alto compare nei Giochi Olimpici moderni fin dalla prima edizione di Atene del 1896, quando il titolo maschile andò all’americano Ellery Clark con una misura di 1,81 metri. All’epoca la tecnica più comune era la cosiddetta sforbiciata, in cui l’atleta superava l’asticella portando prima una gamba e poi l’altra, mantenendo il corpo essenzialmente eretto.

Le prime tecniche: sforbiciata e Eastern Cut-Off

Con il passare dei decenni gli atleti cominciarono a sperimentare varianti più elaborate. Negli anni Venti e Trenta si diffuse l’Eastern Cut-Off, poi lo straddle (o ventrale), in cui il saltatore superava l’asticella pancia in giù ruotando il corpo sull’asse longitudinale. Lo straddle permise di abbattere progressivamente i record: nel 1961 il sovietico Valery Brumel raggiunse i 2,28 metri, cifra che sembrò a lungo invalicabile.

La rivoluzione di Dick Fosbury nel 1968

La vera svolta arrivò ai Giochi Olimpici di Città del Messico nel 1968, quando l’americano Dick Fosbury vinse l’oro con la sua tecnica rivoluzionaria: il Fosbury Flop. Anziché superare l’asticella a pancia in giù, Fosbury si avvicinava di corsa con una traiettoria curvilinea, si staccava da un piede e passava l’asticella con le spalle per prime, il corpo inarcato all’indietro. La testa e le spalle passavano prima, poi il bacino e infine le gambe.

Il principio fisico alla base è elegante: inarcando il corpo sopra l’asticella, il baricentro dell’atleta rimane al di sotto di essa durante il passaggio. In questo modo non è necessario sollevare il proprio centro di massa alla stessa altezza dell’asticella, il che riduce significativamente lo sforzo energetico. Ai Giochi di Monaco 1972 già 28 dei 40 finalisti usavano il Fosbury Flop; all’Olimpiade di Seoul 1988 lo straddle veniva impiegato per l’ultima volta a livello olimpico.

Il record mondiale maschile di Javier Sotomayor: 2,45 metri

Javier Sotomayor è considerato il più grande saltatore in alto di ogni epoca. Nato a L’Avana (Cuba) nel 1967, il campione caraibico ha dominato la specialità per oltre un decennio, stabilendo il record mondiale in più occasioni prima di raggiungere la misura definitiva.

Salamanca, 27 luglio 1993: la notte del 2,45

Il 27 luglio 1993, durante un meeting di atletica leggera a Salamanca, in Spagna, Sotomayor staccò il tappetino a 2,45 metri. Il salto fu quasi impeccabile: rincorsa fluida, stacco potente e passaggio pulito dell’asticella, che rimase al suo posto. La misura fu omologata dalla World Athletics e nessun altro atleta è riuscito ad avvicinarsi seriamente in oltre trent’anni.

Perché il record resiste da oltre trent’anni

  • Il Fosbury Flop ha raggiunto un livello di raffinamento tecnico quasi assoluto: margini ulteriori di miglioramento biomeccanico sono minimi.
  • La specialità richiede una combinazione rara di forza esplosiva, coordinazione e leggerezza corporea che non si può replicare facilmente.
  • I migliori saltatori contemporanei (Mutaz Essa Barshim, Gianmarco Tamberi) si avvicinano al massimo a 2,43 metri, restando comunque 2 centimetri sotto la misura cubana.
  • L’incremento medio dei record mondiali in atletica rallenta man mano che ci si avvicina ai limiti fisiologici umani.

Il record mondiale femminile di Yaroslava Mahuchikh: 2,10 metri

Sul versante femminile, il primato del mondo ha resistito per ben 37 anni prima di essere abbattuto. La bulgara Stefka Kostadinova aveva stabilito il precedente record di 2,09 metri ai Mondiali di Roma nel 1987, una misura che sembrava imbattibile.

Parigi, luglio 2024: 37 anni di attesa finiscono

Il 7 luglio 2024, durante il meeting di Diamond League di Parigi, la ventiduenne ucraina Yaroslava Mahuchikh saltò 2,10 metri, battendo il primato trentasettennale di Kostadinova. Una prestazione tanto attesa quanto spettacolare: Mahuchikh si era già avvicinata più volte alla misura, ma quella sera a Parigi tutto funzionò alla perfezione.

Chi è Yaroslava Mahuchikh

  • Nata nel 2001 a Dnipro, in Ucraina, ha iniziato a gareggiare a livello internazionale da giovanissima.
  • Ha vinto il titolo mondiale a Budapest nel 2023 e l’oro olimpico a Parigi nel 2024.
  • Continua ad allenarsi nonostante la guerra in corso nel suo paese, diventando un simbolo di resilienza sportiva.
  • A soli 22 anni, possiede un potenziale di crescita che fa pensare a ulteriori miglioramenti futuri.

Come si misura e si omologa un record mondiale

Affinché una prestazione venga riconosciuta come record mondiale dalla World Athletics (l’ente internazionale che governa l’atletica leggera), devono essere rispettate diverse condizioni:

  1. Gara omologata: la competizione deve avere lo status richiesto dalla World Athletics.
  2. Cronometraggio e misurazione certificati: l’attrezzatura per misurare l’altezza deve essere omologata e tarata correttamente.
  3. Controllo antidoping: l’atleta deve sottoporsi al test antidoping subito dopo la prestazione.
  4. Assenza di vento assistente: nel salto in alto il fattore vento non è determinante come nello sprint, ma le condizioni atmosferiche vengono comunque registrate.
  5. Documentazione video: il salto deve essere ripreso da più angolazioni per confermare la validità della prova.

I migliori saltatori in alto della storia

Oltre a Sotomayor e Mahuchikh, molti altri atleti hanno lasciato un segno indelebile nella storia della disciplina:

Uomini

  • Mutaz Essa Barshim (Qatar) – 2,43 m, campione olimpico a Tokyo 2020 (ex aequo con Tamberi), dominatore del circuit internazionale per oltre un decennio.
  • Gianmarco Tamberi (Italia) – 2,39 m, oro olimpico a Tokyo e oro europeo; il saltatore italiano più forte di sempre.
  • Patrik Sjöberg (Svezia) – 2,42 m, recordman europeo negli anni Ottanta.
  • Valery Brumel (URSS) – dominatore degli anni Cinquanta e Sessanta con 2,28 m.

Donne

  • Stefka Kostadinova (Bulgaria) – 2,09 m, record durato dal 1987 al 2024.
  • Blanka Vlašić (Croazia) – 2,08 m, argento olimpico a Pechino 2008 e una delle più grandi della storia.
  • Mariya Lasitskene (Russia) – 2,06 m, tre volte campionessa del mondo.

Il salto in alto alle Olimpiadi: momenti storici

Le Olimpiadi hanno spesso fatto da teatro a prestazioni memorabili nel salto in alto:

  • Mexico 1968: Dick Fosbury rivoluziona la tecnica vincendo l’oro con 2,24 m.
  • Monaco 1972: il polacco Jacek Wszola vince l’oro con 2,25 m.
  • Seoul 1988: Gennaro Avdeyenko (URSS) conquista l’oro con 2,38 m nell’ultima Olimpiade dominata dallo straddle.
  • Tokyo 2020: storica parità tra Barshim e Tamberi, che condividono la medaglia d’oro con 2,37 m in uno dei momenti più emozionanti dell’atletica moderna.
  • Parigi 2024: Mahuchikh conquista l’oro olimpico femminile poco dopo aver stabilito il record mondiale.

Quanto si allena un saltatore in alto professionista

Raggiungere i livelli d’élite nel salto in alto richiede un programma di allenamento molto strutturato che si concentra su più componenti fisiche e tecniche:

Forza esplosiva e pliometria

Lo stacco è il momento chiave. I saltatori lavorano intensamente sulla forza delle gambe attraverso squat, affondi e soprattutto esercizi pliometrici come i balzi su cassette e i rimbalzi continui, che sviluppano la capacità di convertire rapidamente l’energia elastica in forza propulsiva verso l’alto.

Tecnica di rincorsa e stacco

La rincorsa a J (curvilinea) del Fosbury Flop è fondamentale: richiede un’inclinazione corporea specifica durante la curva e un preciso angolo di stacco. Gli atleti ripetono migliaia di volte questa sequenza per automatizzare il gesto.

Flessibilità e mobilità articolare

L’inarcamento dorsale necessario per il Fosbury Flop impone un’elevata mobilità della colonna vertebrale e delle anche. Stretching dinamico e yoga sono parte integrante del programma settimanale di ogni saltatore d’élite.

Il salto in alto a livello giovanile e amatoriale

Non bisogna essere un atleta di élite per praticare e appassionarsi al salto in alto. La disciplina è presente in quasi tutte le federazioni di atletica leggera nazionali, con categorie che vanno dagli esordienti (a partire dagli 8–10 anni) fino ai master (over 35, 40, 45 e così via). In Italia, la Federazione Italiana di Atletica Leggera (FIDAL) organizza campionati regionali e nazionali a ogni livello.

Come avvicinarsi al salto in alto

Per un giovane che voglia avvicinarsi alla specialità, i passi fondamentali sono:

  • Iniziare con un club di atletica leggera affiliato alla FIDAL: quasi ogni città italiana ne ha almeno uno.
  • Imparare prima la rincorsa e lo stacco con asticelle molto basse (60–80 cm), concentrandosi sulla tecnica prima dell’altezza.
  • Lavorare sulla preparazione fisica generale: forza delle gambe, mobilità articolare e coordinazione sono prioritari nei primi anni.
  • Trovare un tecnico qualificato che insegni il Fosbury Flop in modo sicuro, con tappetoni adeguati.

Materiali e attrezzatura

A livello competitivo il salto in alto richiede un’attrezzatura specifica: scarpe da salto in alto con la suola rinforzata solo nella zona dello stacco (il piede d’appoggio), un tappetone omologato di caduta (almeno 6×4 metri di dimensione nelle gare nazionali) e un’asticella in fibra di vetro o poliuretano. Gli standard (i montanti) sono regolabili tramite tacche calibrate al centimetro.

Il futuro del record mondiale: chi potrebbe battere Sotomayor?

La domanda che si pone ogni appassionato di atletica è se il record di 2,45 metri verrà mai battuto. Gli specialisti della biomeccanica considerano il limite fisiologico teorico per il salto in alto maschile attorno ai 2,50–2,55 metri, tenendo conto dei vincoli imposti dalla struttura muscolare e ossea umana.

Tra i nomi più accreditati per un futuro assalto al record ci sono i giovani talenti africani e del Medio Oriente, ma anche atleti europei come il ceco Jan Stefela o l’italiano Stefano Sottile, capace di misure oltre i 2,35 metri già in giovane età. Il progresso tecnologico nell’analisi biomeccanica, nelle superfici di gara e nell’alimentazione sportiva potrebbe aprire nuovi margini nei prossimi decenni.

Domande frequenti

Qual è il record mondiale di salto in alto maschile e chi lo detiene?

Il record mondiale maschile è di 2,45 metri, stabilito dal cubano Javier Sotomayor il 27 luglio 1993 a Salamanca, in Spagna. Nessun atleta è riuscito a superarlo in oltre trent’anni.

Chi detiene il record mondiale femminile di salto in alto?

Il record mondiale femminile appartiene all’ucraina Yaroslava Mahuchikh, che il 7 luglio 2024 a Parigi ha saltato 2,10 metri, battendo il precedente primato di Stefka Kostadinova (2,09 m, 1987) che durava da 37 anni.

Cos’è il Fosbury Flop e perché ha rivoluzionato il salto in alto?

Il Fosbury Flop è la tecnica inventata dall’americano Dick Fosbury che consiste nel superare l’asticella con le spalle per prime e il corpo inarcato all’indietro. Ha rivoluzionato la disciplina perché permette al baricentro dell’atleta di passare sotto l’asticella, riducendo lo sforzo necessario e consentendo misure altrimenti irraggiungibili con le tecniche precedenti.

Quanto è alto Javier Sotomayor?

Javier Sotomayor è alto 1,95 metri. La sua altezza lo aiutava ad avere una rincorsa naturalmente favorevole e un baricentro già elevato, ma fu soprattutto la sua tecnica eccezionale e la potenza esplosiva a rendere possibile il record di 2,45 metri.

Gianmarco Tamberi è mai stato vicino al record mondiale?

Gianmarco Tamberi ha stabilito il suo record personale a 2,39 metri, che è anche il record italiano. Si trova tra i migliori di sempre, ma rimane a 6 centimetri dal primato mondiale di Sotomayor. Tamberi è campione olimpico (Tokyo 2020) e un’icona dell’atletica mondiale.

Il record mondiale di salto in alto verrà mai battuto?

Gli esperti ritengono che il record di 2,45 metri sia estremamente difficile da superare, ma non impossibile. I progressi in biomeccanica, nutrizione sportiva e metodi di allenamento potrebbero un giorno portare un atleta eccezionale a sfiorare o superare quella quota. Tuttavia, la resistenza trentennale del primato di Sotomayor parla da sola.

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